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Dipinto (ciclo)

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Bigordi Ridolfo Detto Ridolfo Ghirlandaio
Tipologia: dipinto
Sala: Cappella di S. Bernardo o dei Priori

Descrizione

L'esistenza in Palazzo Vecchio di una cappella dedicata a San Bernardo è documentata fin dalla fine del XIII secolo, quando i Priori presero residenza in questo edificio. Più tardi, nel 1404, fu introdotto l'uso di eleggere un cappellano perpetuo per officiare la cappella ogni giorno. Secondo Vasari un primo "risanamento" dell'ambiente fu eseguito da Michelozzo nel quarto decennio del quattrocento. A queste notizie, Lensi aggiunge un'informazione fornita dal cronista Giovanni Cambi secondo il quale in questa zona del Palazzo prossima all'Udienza esisteva soltanto un semplice altare che fu dunque sostituito da una vera e propria cappella soltanto all'inizio del XVI secolo. Nel 1511 infatti gli Operai di Palazzo deliberarono di "fare di nuovo" la cappella sotto la direzione di Baccio d'Agnolo allora capomastro dell'opera di Palazzo. Il nuovo ambiente fu poi tutto affrescato da Ridolfo del Ghirlandaio per volere di Lorenzo di Piero de' Medici. Milanesi, in una nota alla biografia vasariana del pittore, ci informa che nel settembre 1514 gli affreschi dovevano già essere finiti perchè a quella data furono stimati da Lorenzo di Credi e Giovanni Cianfanini come appare nel prospetto cronologico della vita e delle opere di Lorenzo di Credi scritta dal Vasari. Si può quindi concludere che la ristrutturazione architettonica fu compiuta in piena età repubblicana, mentre la decorazione a fresco, di commissione medicea, celebra velatamente il ritorno della famiglia Medici in città e ne anticipa la futura egemonia. L'ambiente della cappella, abbastanza piccolo, ha come colore predominante l'oro e finge l'effetto del mosaico; è inoltre impreziosito da un pavimento di marmi colorati. La parte bassa delle pareti, ora rimasta libera, era occupata da panche lignee fatte costruire espressamente per questo ambiente stilisticamente unitario. Le iscrizioni d'oro che completano l'intreccio delle grottesche della decorazione sono tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento ed insieme alle figure degli Evangelisti, della Trinità e dei putti recanti strumenti della passione furono pensate come incalzante e ripetitivo monito per i responsabili della politica fiorentina che, prima di svolgere le loro funzioni nella vicina sala dell'Udienza, dovevano attraversare questo ambiente la cui ubicazione, tra le camere dei Priori e la stessa Udienza, sottolinea l'importanza della cappella dove si custodivano il codice delle Pandette e i Vangeli sui quali la signoria giurava o faceva giurare

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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