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Allegorie delle città, dei domini e dei quartieri di Firenze, episodi della storia di Firenze antica, apoteosi di Cosimo I/ altro

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Giovanni Battista Naldini
Tipologia: soffitto dipinto
Sala: Salone dei Cinquecento

Descrizione

Fin dalla sistemazione bandinelliana dell`Udienza, Cosimo I desiderava trasformare la vecchia sala del Maggior Consiglio repubblicano in un ambiente ricco e sontuoso, specchio del suo consolidato potere, e tale da gareggiare con i fasti delle famose sale veneziane di Palazzo Ducale. Il progetto fu affidato al Vasari che nel 1560 esegui` un modello ligneo della sala e alcuni disegni, con i quali si reco` a Roma per sottoporli al giudizio dell` anziano Michelangelo. Ricevuta l`approvazione del maestro, unitamente al consiglio di rialzare di 12 braccia il soffitto per dare maggior sfogo in altezza all`ampio ambiente, Vasari comincio` a lavorare a un primo schema della decorazione, coadiuvato per la scelta dei soggetti dall`erudito Vincenzo Borghini: "Et gia` siamo insieme, lo spedalingo ed io - scrive a Cosimo nel gennaio 1563 - all`invenzione del palco; et fra non molto tempo penso che vostra Eccellenza la vedera` disegnata, et da credere che questa opera m`abbia a crescere vita, perche` c`entro con grande animo e ne veggo prima il fine che il principio". Il progetto presentato al duca nel marzo 1563 si basava su una esaltazione di Firenze, raffigurata in gloria nel tondo al centro del soffitto e circondata dagli emblemi dei Quartieri, dei Gonfaloni e delle Arti; altri pannelli illustravano poi importanti episodi della storia della citta`, dalla fondazione romana alla rifondazione carolingia. Una simile impostazione quasi neo repubblicana non soddisfece pero` Cosimo che volle apportare al programma modifiche proprie; il lavoro di cambiamento e` testimoniato da due schemi successivi nei quali, alle raffigurazioni dei quartieri e dei gonfaloni si sostituisce gradatamente l`esaltazione della casata Medici e dei suoi domini, culminante nell`Apoteosi di Cosimo al centro del soffitto. Una volta stabilito in maniera definitiva il programma, i lavori cominciarono subito a ritmo serrato; nell`aprile del 1563 fu stipulato il contratto con il muratore Bernardo di Monna Mattea e il legnaiolo Battista Botticelli; contemporaneamente Vasari e i suoi collaboratori iniziarono a lavorare ai pannelli. Secondo i documenti, il primo artista che Vasari impiego` fu lo Stradano; i pagamenti a suo nome vanno dal 3 maggio 1563 al 22 settembre 1565; Jacopo Zucchi e` ricordato per un periodo di tempo ugualmente lungo, ma i pagamenti a suo nome non cominciano prima del Luglio 1563; Giambattista Naldini compare all`inizio dell`autunno 1564 quando buona parte dei pannelli era gia` terminata. Se si eccettua dunque l`intervento piu` incisivo dello Stradano, del quale restano molti disegni, il ruolo degli altri artisti sembra essere stato molto limitato dal Vasari, deciso a mantenere per quest`opera un`intonazione quanto piu` possibile unitaria e, come scrive Paola Barocchi, tutta " a lettere maiuscole". Resta poi il problema di altri pittori documentati per un periodo di tempo molto limitato e dei quali non e` facile individuare l`intervento: Prospero Fontana, Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, Santi di Tito, Alessandro Fei del Barbieri . Ugualmente difficile e` distinguere le mani dei vari artisti impegnati nelle grottesche delle cornici: Tommaso del Verrocchio, Stefano Veltroni e Orazio Porta da Monte San Savino. Sembra tuttavia di non riconoscere nella decorazione un intervento diretto di Marco da Faenza che dovette limitarsi a sovrintendere ai lavori e forse a fornire idee o disegni per le cornici di maggior impegno che svolgono attraverso simboli e allegorie il tema del pannello a cui si riferiscono. Il 20 gennaio 1565 Vasari informa Cosimo che il palco ligneo della sala, con tutte le sue decorazioni e i suoi fregi, e` finito, e cosi` tutti i pannelli, salvo l`"Apoteosi di Cosimo" e pochi altri. I lavori sono ultimati in giugno. A settembre ci si occupa delle correzioni nelle iscrizioni volute dal duca lungo le cornici, a maggior spiegazione degli episodi illustrati dei pannelli, scelte dal Borghini e riviste da Giavanbattista Adriani. Come scrive Vasari nelle "Ricordanze", il palco fu scoperto " el di di San Tomaso apostolo" per l`occasione delle nozze di Francesco I con Giovanna d`Austria

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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