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Natura morta con bottiglia, cappello, testa in gesso e spartito musicale

Museo Novecento

Autore: Mario Mafai
Tipologia: dipinto

Descrizione

Dopo il 1938 Mafai dipinge un nuovo tipo di natura morta, dove compaiono- come in questo caso - oggetti disparati "... candelabri, maschere, manichini dotati di una propria, attivissima vita" . E' stata sottolineata la componente surreale di queste nature morte, nelle quali gli oggetti quotidiani vibrano "... in una fantastica evocazione che al limite sa di metamorfosi" . Tuttavia anche queste nature morte non sono esenti, come le precedenti serie da "Fiori secchi" e "Demolizioni" di una velata allusione alla transitorietà della vita e all'inutilità e decadenza degli oggetti dell'esistenza. Dopo il 1938 anche il tipo di pittura di Mafai subisce un'evoluzione: dopo la Biennale di Venezia , Mafai abbandona i raffinati accordi tonali per una pittura più compatta, dai toni decisi e spesso contrastanti: in questo caso rossi, blu, ocra, nero, viola. E' possibile istituire un contatto tra la scelta di una tavolozza dai toni violenti e drammatici e le vicende esistenziali di Mafai, separato dalla famiglia che nel 1939 era stata accolta a Quarto da Della Ragione per sfuggire alle persecuzioni razziali, richiamato alle armi per la guerra . Per la bibliografia e le esposizioni di questo dipinto cfr. M. Fagiolo dell'Arco, 1989, p. 146, n. 32 e il cat. della mostra "Mafai", 1969, p. 129, n. 59

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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