Lingue

Figure di donne

Museo Novecento

Autore: Ihlenfeld Max Detto Campigli Massimo
Tipologia: dipinto

Descrizione

L'opera di Campigli nella sua aurea di arcaicità si mantiene isolata e autonoma dalle altre correnti artistiche pur conoscendole. Così nelle sue donne, unico soggetto delle rappresentazioni, ritratte spesso mentre compiono gesti della realtà quotidiana femminile, ma trasposte in un tempo remoto, in uno spazio chiuso, prigioniere delle vesti strette in vita, delle collane che cingono il collo, ma allo stesso tempo idoli sacri dallo sguardo assorto e ieratico. La ricerca di valori assoluti porta alla misurata costruzione dell'opera, con forme pure e geometrizzanti. "... Io parto quasi sempre nell'invenzione di un quadro da un geroglifico, quadrati e tondi che mi vengono fatti d'istinto...C'è sempre una forma a otto... Vorrei che il quadro arrivasse ad una perfezione formale che appagasse sensi e spirito... Vorrei con le mie composizioni afferrare l'occhio dello spettatore e accompagnarlo in giro per il quadro per dritte e per curve e angoli rispondenti e felici incroci." . Quanto abbia contato nella sua poetica la particolare situazione vissuta nell'infanzia è spesso rimarcato dagli studiosi e soprattutto dall'artista stesso. Fra l'altro, solo dopo la morte si è scoperto che il suo vero nome era Max Ihlenfeld

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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