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Ritratto di James Anderson

Galleria d'Arte Moderna

Autore: Francis Legatt
Tipologia: busto
Sala: sala 1

Descrizione

Il busto è stato rintracciato nel 1972 nei depositi ed appare importante, poiché realizzato da uno dei maggiori scultori inglesi. Questi, a causa delle guerre napoleoniche non ebbe un primo insegnamento didattico in Italia, ma approdò alla scultura dopo un'iniziale attività come restauratore e pittore apprezzato soprattutto come ritrattista. L'ingresso nel mondo della scultura avvenne nel momento in cui Chantrey, trasferitosi a Londra si iscrisse nel 1802 presso la Royal Academy e dove ottenne il primo successo nel 1811 esibendovi sei busti, fra i quali divenne famoso quello raffigurante Joan Horne Tooke (Cambridge, Fitzwilliam Museum). Negli anni di maggiore prestigio di Chantrey, che nel 1816 venne eletto "Associate of Royal Academy" e nel 1819 Accademico a pieno titolo, si colloca la commissione del busto del dottor Anderson di Madras. Di questi aveva già realizzato una statua, che lo rappresentava seduto, a grandezza naturale, ordinata dal dr. Andrew Barry, terminata in tre anni (1815-1819), pagata 900 pounds e destinata a Madras. Le notizie tratte dal Ledger di Chantrey presso la Royal Academy del 1820, documentano la successiva commissione del busto voluto nel 1819 sempre dal dott. Barry e completato nel 1820 per 105 ghinee. Quest'opera tuttavia non appare che sia stata esposta ufficialmente alla Royal Academy, come le altre di Chantrey. Lo stesso prezzo richiesto risulta leggermente inferiore alle 120 ghinee fissate nel 1813 per questo genere di ritratto ed alle 150 stabilite nel 1820. Suppongo dunque una commissione di ambito privato, realizzata in concomitanza con l'esecuzione dell'opera di destinazione ufficiale, per ricordare un illustre personaggio inglese che aveva svolto la sua attività in India. Il ritratto del dr. Anderson mostra, pur nella tipologia classicheggiante del busto all'eroica, una notevole presa realistica, consegnandoci l'immagine di un uomo risoluto e volitivo. Del resto era ammirata la capacità di Chantrey di caratterizzare bene le figure, di rendere la delicatezza delle carni e di condurre nello stesso tempo la composizione con semplicità. L'ordinazione del busto avvenne nell'anno che vide Chantrey partire, il 16 agosto 1819, per l'Italia, dove incontrò Canova e Thorwaldsen. Fu anche a Firenze, e divenne membro dell'Accademia di San Luca a Roma e di quella di Firenze. Il ritratto, eseguito dopo la morte del dr. Anderson, dovette essere realizzato tramite l'aiuto di una miniatura o dipinto; tuttavia sappiamo che Chantrey, per realizzare i busti dei suoi amici o personaggi illustri viventi, usava fare prima uno schizzo del profilo, poi uno del volto ripreso frontalmente. Infine si avvaleva della "camera lucida" e di circa sette sedute con il soggetto che doveva parlare ed essere naturale. L'artista difatti diceva che non studiava gli antichi, ma si volgeva dove gli antichi avevano studiato, cioè alla natura. Questo spiega che i contemporanei lo sentissero come "genio inglese" ed il segretario di Chantrey, Allan Cunnigham, scriveva che rassomigliava agli antichi artisti "no more than the wild romantic dramas of Shakespeare resemble the plays of Eurypides. It seeks to personify the strenght and the beauty of the mighty island". La documentazione relativa al busto è stata inviata alla Galleria d'arte moderna da Costance Anne Parker, Assistant Librarian della Royal Academy di Londra, il 29 dicembre 1972

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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