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Paesaggio fluviale

Galleria d'Arte Moderna

Autore: Emilio Donnini
Tipologia: dipinto
Sala: sala 9

Descrizione

Il dipinto, acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione all'Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti del 1863, è documentato all'Accademia nel 1867 (cfr. Archivio Gallerie Fiorentine, inv. 1867); è citato poi nella guida dell'Accademia del 1869 e in quella del 1884. Concesso in deposito prima alla Corte d'Appello (8 luglio 1913) e quindi alla presidenza della medesima (18 novembre 1954) è stato ritirato per la Galleria d'Arte Moderna nel 1971. Questo dipinto può essere identificato con una certa sicurezza in un quadro dello stesso titolo esposto dal Donnini alla Promotrice del 1863 con la richiesta di lire 500, anche se tale identificazione non costituisce un elemento sufficiente per datare quest'opera a quell'anno: infatti non era raro il caso in cui gli artisti esponevano dipinti compiuti in precedenza. Inoltre poichè la ricostruzione di un iter stilistico del Donnini è ancora da tentare, neanche in questo campo si possono trovare elementi validi di giudizio; ci limiteremo ad osservare che, confrontato con "Marina presso Rio" (Inventario degli Oggetti d'Arte n. 1370) questo paesaggio appare di un livello meno banale e giustifica almeno in parte le approvazioni che nella prima metà del sesto decennio il Donnini riscuoteva presso i critici fiorentini (cfr. "Il Buon Gusto", 1853; "Bollettino delle Arti del disegno", 1854) e che culminano nel grande elogio che il Sezanne gli dedica nel 1855 dalle pagine de "Le Arti del Disegno" a proposito de "Lo Stradone del Gombo" esposto alla Promotrice quell'anno, un quadro nel quale "splendono non comuni bellezze. Questo paese svariatissimo nelle linee è laudevole per bella intelligenza di chiaroscuro, [...] mentre il gruppo di alberi staccando per tono sull'aria tranquilla rende si fattamente leggiero il fondo per cui par in quello tu debba inoltrare [...] in questo paese la luce è ben degradata, e tremola l'aria tanto nei chiari che negli scuri, che locati sagacemente dall'artista nelle parti più ascose li rendono oltre modo piacevole ed armonioso" (cfr. "Le Arti del Disegno", anno II, 1855, n° 38 del 19/09/1855). Ritornando al nostro paesaggio, infatti, almeno la parte sinistra del quadro, e soprattutto i due alberi, memori sembra di un paesaggismo secentesco fiorentino alla Cantagallina che seguiva a sua volta gli esempi olandesi di Elsheimer, sembra mantenere una discreta e dignitosa fattura

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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