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Giovane in atto di suicidarsi

Galleria d'Arte Moderna

Autore: Adriano Cecioni
Tipologia: statua
Sala: sala 19

Descrizione

La datazione è documentata da una lettera di Cecioni al presidente dell'Accademia di Belle Arti di Firenze ; dalle attestazioni dei professori napoletani Tito Angeli e Tommaso Solari; dalla lettera del Direttore dell'Istituto di Belle Arti di Napoli del 23 novembre, che accompagna e sostiene l'attestazione prodotta oltre ad alcune lettere di Cecioni al Presidente dell'Accademia . La Sani ricorda anche un quadro in collezione privata fiorentina di Marco De Gregorio che riproduce Cecioni al lavoro, ma la cui data può leggersi come 1865 o 1867. Sulla traduzione in marmo del gesso si dibatte fin dal 1867, dopo che l'opera era stata esposta il 24 maggio. Nel 1891 Pasquale Cellari acquistò la scultura per l'Accademia. Ancora bartoliniana la scultura di Cecioni richiama intorno a se un vasto spazio anche se appena accennato: il tema appartiene al repertorio del giovane che sceglie il suicidio caduta ogni illusione sulla vita e sulla società, ma Signorini non era d'accordo con Uzielli che l'aveva paragonato a un Bruto liopardiano, sostenendo la modernità assoluta del sentimento espresso. Diego Martelli ne rivendicava invece l'aspetto atemporale e Cecioni stesso sosteneva d'aver voluto esprimere "un'idea". Da Bartolini sembra aver desunto il suggerimento a unire i piani in un insieme di semplicità dignitosa, mentre per lo spazio, la Sani, indica un rimando ad esempi ellenistici del Museo Nazionale di Napoli. La stessa Sani pubblica i documenti relativi alla polemica cui il gesso suscitò

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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