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Episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843

Galleria d'Arte Moderna

Autore: Enrico Pollastrini
Tipologia: dipinto
Sala: sala 5

Descrizione

Il quadro venne commissionato al Pollastrini dal granduca Leopoldo II per ricordare il triste avvenimento dell'inondazione del Serchio straripato alle tre di notte del 16 gennaio 1843. Il dipinto, pagato 300 zecchini, fu inviato a Pisa insieme ad altri due, eseguiti dal Signorini con identico soggetto forse per commemorare l'episodio . Tutte e tre le tele parteciparono quello stesso anno all'esposizione dell'Accademia di Belle Arti di Firenze . L'opera raggiunse la sua destinazione in Palazzo Pitti, quindi seguì i consueti spostamenti delle opere d'arte moderna, che vennero collocate nella R. Accademia di Belle Arti, poi divenuta Galleria d'Arte antica e moderna. Infine, costituitasi la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, rientrò nella sua attuale sede. L'episodio al quale si riferisce il dipinto destò allora grande commozione ed è riportato già nelle cronache del tempo. Il "Giornale del Commercio" riferiva con drammaticità e dovizia di particolari di Alessandra Mazzanti in gravi difficoltà col figlioletto di sei anni ed un altro di sei mesi, vista all'estremo delle forze in una cantonata della casa distrutta dalla furia delle acque, ferita dai rottami, mentre "tendeva una mano al cielo per cercare soccorso". Pollastrini dipinge l'acme della scena per accentuare gli aspetti teatrali e drammatici. Il ragazzino è già in salvo in collo ad un uomo, un altro regge la fune alla quale è stata ancorata la donna, un certo Pietro Fabbri aggrappatosi alle radici di un albero semisommerso, strappa a fatica la donna dallo sguardo atterrito con il suo piccolo in fasce. Sono noti i nomi degli altri soccorritori, i fratelli Ranieri e Pasquale Croci. La composizione del quadro è stata oggetto di vari studi del Pollastrini. Disegni di particolari diversi sono conservati al Museo Civico Fattori di Livorno, ed un acquarello è al Gabinetto di Disegni e Stampe degli Uffizi. Inoltre sono segnalati ben sette studi su tela, passati nel 1860 da Palazzo Pitti a Poggio Imperiale . Presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze è custodita una litografia del Barni su disegno del Marrubini. Pollastrini mostra dunque in quest'opera di aver operato una ricerca attenta, che partendo da dati reali e di cronaca, si cimenta con la difficoltà compositiva dei due gruppi in scorcio diagonale per accentuare gli effetti melodrammatici. Ciò avviene per una maturazione rispetto alla sua prima educazione sotto l'influenza del Benvenuti, grazie all'accoglimento di tipologie ed effetti tipicamente romantici

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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