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Cimabue e Giotto

Galleria d'Arte Moderna

Autore: Gaetano Sabatelli
Tipologia: dipinto
Sala: sala 5

Descrizione

Il soggetto è tratto dai Commentarii del Ghiberti e rappresenta il noto aneddoto su Cimabue che nota il giovane Giotto mentre traccia il disegno di una pecora che sta ritraendo dal vero. L'opera fu un saggio di studio di Gaetano Sabatelli, offerto dal padre Luigi al Granduca nel 1846. Il giovane ne otterrà un premio di 25 zecchini come incoraggiamento agli studi. Il dipinto è registrato nel 1869 nelle collezioni dell'Accademia di Belle Arti, dove forse fu trasferito dopo essere stata collocata inizialmente in Palazzo Pitti. Nonostante il grande successo iconografico del tema, il dipinto fu in seguito confinato nei magazzini, dai quali venne tolto per essere dato nel 1927 agli Uffici Giudiziari di Firenze. Dal 1971 è stato riacquistato dalla Galleria d'Arte Moderna. Il soggetto ebbe molta fortuna nell'ambito della cultura romantica europea, e fu più volte motivo per creazioni artistiche in pittura e scultura. A partire dalla tela eseguita da Sturler (Gazzetta di Firenze, n. 119, 03/10/1837) alle statuette in gesso esposte da Girolamo torrini nel 1845 presso la Società Promotrice delle Belle Arti e da Mariano Caipassi all'Accademia delle Belle Arti di Firenze (Gazzetta di Firenze, n. 26, 01/03/1845); sino ad arrivare al "Giotto bambino" in marmo inviato nel 1867 da Amalia Dupré all'Esposizione di Parigi del 1867. Su tutte queste rielaborazioni di un tema che univa riferimenti storici e possibilità di una narrazione emotiva e affettuosamente ingenua, il quadro di Sabatelli è stato il più fortunato iconograficamente, sì da appartenere ad un patrimonio visivo collettivo. L'attenta stesura coloristica, bloccata da nitidi contorni, indica il riferimento culturale agli esempi pittorici del rinascimento fiorentino, alla cui tradizione di storiografia artistica appartiene l'aneddoto biografico su Giotto

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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