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Chiesa di S. Procolo

L'antica chiesa romanica risalente al XIII secolo era orientata fino al Cinquecento verso ponente. La facciata attuale, nel luogo dell'abside, è in pietra grezza con rosone centrale tamponato e due ampie finestre laterali. Altre tre finestre si aprono sulla fiancata lungo via Pandolfini, nella quale sono riemerse antiche strutture romaniche. L'edificio venne ristrutturato dal 1739 al 1743 quando divenne sede della confraternita di Sant'Antonio Abate dei Macellai, soppressa poi nel 1785 e, definitivamente XIX secolo. Nel dopoguerra ospitò la Messa dei poveri, un'iniziativa promossa da Giorgio La Pira. Venne restaurata nei fronti esterni dal Comitato per l'Estetica Cittadina (1954-55 circa), rimettendo in luce il filaretto e le tracce di antichi portali e finestre tamponati e, nell'andito dell'attigua casa al n. 31, una porzione dell'antica facciata. Fu gravemente danneggiata dall'alluvione del 1966, a cui seguirono nuovi restauri. Nel 2005 crollò un'ampia parte del soffitto, distruggendo la volta settecentesca con le quadrature. Nel 2019 la chiesa e le sue opere sono state acquistato dallo Stato per destinarle ad ampliare il vicino museo del Bargello.

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